Questione di scelta, non di fuga

Quando William Godwin iniziò ad occuparsi di pedagogia libertaria alla fine del XVIII secolo, le vaccinazioni stavano per compiere i primi fondamentali passi grazie alla sperimentazione di Edward Jenner che ha portato alla liberazione dal vaiolo e dalla conseguente frequente morte per milioni di persone in tutto il mondo.

 

JennerPiù di due secoli dopo, col 2017 ormai agli sgoccioli, almeno in Italia il cammino della pedagogia libertaria sembra incrociare quello della vaccinazione di massa o, per meglio dire, di coloro che a tale modalità di vaccinazione e agli obblighi sostenuti dalla violenza propria delle istituzioni si oppongono.

 

Educazione libertaria: per genitori no-vax in fuga?

 

Questo avviene in quanto le pratiche di educazione libertaria nate o nascenti in Italia si collocano al di fuori di quella legislazione che impone alle famiglie di vaccinare i propri figli, pena l'esclusione dall'istruzione di stato o parificata (quantomeno per l'età 0-6), e che tendenzialmente stigmatizza su più piani la scelta di non ricorrere in tutto o in parte alle vaccinazioni obbligatorie.

Don't panic!In questo senso, le pratiche educative libertarie - che non sono scuole, ma secondo la dicitura che abbiamo scelto per i nostri progetti casomai nonscuole o, per dirla tecnicamente con maggior precisione, comunità autoeducanti libertarie - diventano un luogo possibile in cui tali famiglie, denominate genericamente no-vax, possono rifugiarsi.

 

Va però immediatamente fatta chiarezza: ovvero se da un lato i genitori costretti alla fuga da un luogo (la scuola tradizionale) che non li accetta più per le proprie scelte in materia vaccinale possono forse più facilmente essere portati ad incontrare approcci pedagogici differenti tra i quali per l'appunto la stessa pedagogia libertaria, d'altro canto l'emergenza della fuga può far loro compiere scelte avventate e non sufficientemente approfondite... con effetti a lungo andare problematici per la permanenza nel percorso.

 

Paideia Escuela LibreIl genitore (che sia no-vax o con qualunque altra motivazione alla base che lo porta verso la pedagogia libertaria) deve rendersi cioè ben conto che entrare o avviare una nonscuola libertaria non è il punto d'arrivo, ma è piuttosto il punto di partenza per un cammino di continua ricerca ed una scelta volontaria e consapevole, supportata da una capacità di impegnarsi per superare tutti gli ostacoli che emergeranno nel tempo - precipitati addosso da una società che pretende e impone lungo binari completamenti avversi ai principi dell'educazione libertaria, ma forse ancor più spesso emergenti dall'intimo delle persone coinvolte in tale cammino -.

Bisogna, cioè, proprio volere l'educazione libertaria e non semplicemente subirla o prenderla sottogamba... attenzione, non funziona in quel modo!

 

Questo è il motivo fondamentale per cui abbiamo deciso di proporre nel 2018 un percorso di s-formazione, ovvero una serie di incontri autoformativi e partecipati di avvicinamento e approfondimento alla pedagogia libertaria ed ai tanti ostacoli rivolti sia ai genitori che agli educatori (per i quali inoltre prevediamo un'aggiunta di ulteriore più intenso approfondimento).Educacion Libertaria

L'investimento di energie, tempo, risorse per dar vita e sostenere una nonscuola libertaria è tale che non possiamo né vogliamo permetterci altri cammini prematuramente interrotti, ma che possiamo comunque proporre se esiste per l'appunto una scelta volontaria e consapevole verso la pedagogia libertaria e non già la semplice fuga dall'obbligo vaccinale (o anche una semplice richiesta di indorare la pillola dell'apprendimento forzato dei bambini collocandolo tra i boschi e gli animali degli fattoria).

 

Per rimanere informati sull'avvio del percorso (anzi, dei percorsi!) di s-formazione, in programma tra Padova, Venezia, Treviso... inviateci una vostra mail!

 

Ma essere no-vax... è essere libertari?

 

Va ben esplicitato a questo punto come il pensiero libertario (ed in senso più esplicito anarchico) tende a rifiutare praticamente sempre e comunque le imposizioni, anche quelle interiorizzate tramite l'educazione (quelle che rendono le persone volontariamente serve del potere, per parafrasare Etienne de La Boétie), e ad aprire casomai porte per l'autodeterminazione personale e collettiva, senza che individui e gruppi subiscano scelte decise da chi dispone del potere e dei mezzi per applicarlo: e abbastanza poco conta che il potere sia sostenuto da una maggioranza che esprime il proprio voto democraticamente, da una minoranza oligarchica o, anche, da un unico individuo, dittatore assoluto.Squat Barcelona

Questo emerge con sufficiente chiarezza (anche se con eterogeneità di posizioni: non esiste né esisterà mai, per fortuna, alcuna bibbia libertaria/anarchica verso cui essere ciecamente fedeli) quando si toccano i temi più importanti dell'anarchismo moderno, ovvero dall'internazionalismo all'antirazzismo, dall'antimilitarismo all'antisessismo ed all'antispecismo, passando per tutti gli altri innumerevoli intrecci e toccando anche ovviamente l'educazione ed in particolare l'idea che educarsi insieme alla libertà e nella libertà reciproca possa portare a più libertà, più uguaglianza nel rispetto delle differenze, più autonomia, più rispetto, più solidarietà, più felicità (anche più benessere ed equilibrio psicofisico) in circolazione, per il bene di tutti gli individui e della collettività nel suo senso più ampio.

 

Pedagogia libertariaDovrebbe essere pure abbastanza inevitabile qualunque rifiuto della coercizione violenta che circonda la vaccinazione obbligatoria di massa, anche quando si è favorevoli ad una vaccinazione universalmente diffusa: il fatto che ciò non avvenga, devo dire, è abbastanza strano.

Va detto d'altro canto che in molti stanno rilevando quanto tra i no-vax siano presenti posizioni che con un'idea libertaria della società non hanno nulla a che spartire: molti di questi infatti sembrano purtroppo avvicinarsi a quelle posizioni di rifiuto delle vaccinazioni di massa spinti da quelle medesime paure irrazionali, di pancia, costruite ad arte ad uso e consumo di poteri economici, politici e militari che generano poi i genitori no gender, quelli che sotto sotto esultano per gli immigrati (che portano malattie!) morti annegati nel Mediterraneo, i tanti in palese deriva destrorsa sempre meno occultamente fascistoide.

Ciò non è effettivamente molto dissimile dall'involuzione complessiva della società contemporanea, del resto, ma a sensazione e con degli indizi abbastanza compromettenti (ricordiamoci dell'inquietante tripletta Povia, Fusaro e Paragone al raduno di Pesaro di inizio luglio 2017) pare che queste presenze siano numericamente maggiori e questo alla fine compromette tutte quelle persone che, invece e seriamente, ricercano effettivamente una libertà per sé e per gli altri, con amore e non con odio.

 

Exit closedNon da meno vien da chiedersi se l'accanito rifiuto (motivato o meno) di una pratica così consolidata della medicina moderna come sono le vaccinazioni di massa sia accompagnata da un medesimo intenso ripensamento ed opporsi attivo a tutte quelle innumerevoli forme di intrusione, avvelenamento, omicidio dei corpi nostri e dei nostri figli come sono tutte quelle violenze che l'essere umano con la propria rapacità egoistica, ben espressa dal sistema economico capitalista e dalla società patriarcale, imprime sull'ambiente, dominando, abusando, sventrando, cementificando ed avvelenando la Natura e tutti i suoi abitanti (noi compresi, specialmente se non siamo ricconi multimilionari): però forse questo è un passo che richiederebbe un porsi in discussione talmente profondo e contrario al confort moderno che solo una minoranza, sia tra i no-vax come tra tutti gli altri, effettivamente è in grado di affrontare, almeno in parte.

 

Per la libertà

 

Ma quando lo Stato dispiega il suo apparato di potere, i suoi media, quando esclude e punisce i cittadini che non si adeguano al suo volere... un libertario da che parte dovrebbe stare, se non contro l'obbligo, a prescindere dalle proprie posizioni personali riguardo le vaccinazioni (che, per esempio, per chi scrive sono posizioni tendenzialmente favorevoli a numerose e diffuse vaccinazioni)?

Un libertario credo che dovrebbe portare acqua al mulino del dialogo ponderato e costruttivo tra posizioni diverse e contrapposte; dovrebbe richiedere che la conoscenza sia diffusa e accessibile; dovrebbe insistere affinché si tenga conto delle paure delle persone senza che ne vengano (addirittura!) instillate altre e di ben peggiori e dannosi; dovrebbe opporsi ad una ricerca scientifica che sia condizionata anche lontanamente da poteri economici, politici e militari; dovrebbe ergersi contro l'emersione di egoismi e divisioni tra le persone ed i gruppi sociali (effetto non secondario delle suddette paure continuamente sovralimentate); dovrebbe invitare le persone a non fermarsi alla superficie dei problemi, ma a scendere più in profondità verso la radice (tanto per fare un esempio più o meno a tema, un impero economico come la Boiron, azienda produttrice di preparati omeopatici, è davvero così alternativa e diversa da una Novartis? o, forse, fa parte della medesima immagine della società di cui l'obbligo di vaccinazione di massa è semplicemente uno dei tanti innumerevoli rivoli più o meno inevitabili?); dovrebbe essere a favore dell'espansione della libertà per tutti e contro la riduzione della libertà anche solo per qualcuno (finché, ovviamente, la libertà di questo qualcuno non inizia ad invadere la libertà di altre persone: e questo offre un'abbondante sponda per riflettere sull'effetto gregge, senza strumentalizzazioni di parte, ma cercando di cogliere piuttosto sia quanto vi è di vero, sia quanto magari vi è di forzato).

 

Candela accesaLa libertà è una scelta impegnativa, non certo un regalo che si trova facilmente sotto l'albero, è una scelta che in genere è accompagnata da tanti fastidi specialmente quando questa scelta non si rivolge solo a se stessi, ma anche a favore delle altre persone, è pure piena di sbagli e di errori: ma è una scelta essenziale, da rinnovare ed estendere ogni volta a quanti più ambiti possibile (dall'educazione alla vaccinazione, dall'abolizione delle frontiere al recupero di una relazione non predatoria con l'ambiente naturale, ecc.), se non con l'intento di rivoluzionare tutto il mondo qui ed ora (una speranza che dura purtroppo poco) quantomeno con il desiderio di passare in testimone alle nuove generazioni la fiamma della speranza in un mondo migliore.

 

Cercando però di realizzare, comunque e nonostante i pronostici contrari, l'impossibile già qui ed ora: come diceva il buon Michail Bakunin, nostro fondamentale avo,

 

è ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro possibile, non hanno mai avanzato di un passo.